Le Parole Immaginate

Le parole immaginateParole ed immagini. Non è una novità. La poesia spesso nasce da un paesaggio, quello che ognuno di noi ha interiorizzato, dopo averne avuto una esperienza percettiva, visiva, sonora, olfattiva. La poesia infatti nasce da sensazioni diverse, che non si escludono a vicenda. Quando ammiriamo un paesaggio che evoca sensazioni forti, siamo dentro un paesaggio. Non assimiliamo solo quello che si presenta di fronte a noi, ma stiamo esplorando noi stessi. L’immagine e la poesia appaiono sì spesso collegate… Ma attenzione, l’immagine non possiede già quella poesia, siamo noi che la rendiamo poetica, scolpendone i tratti con le parole. È un po’ come se uno scultore avesse per le mani uno splendido blocco di marmo. Bello in sé, fornito dalla natura. Sta allo scultore trarre da esso la forma dell’opera. Tradurlo in arte.
Quello splendido blocco di marmo tuttavia non è solo il suo colore, la brillantezza, il modo in cui riflette la luce… ma è anche la sua consistenza, porosità, durezza, il freddo al tatto e l’energia che emana. L’immagine diventa così solo una componente.
Altra cosa è l’immaginazione. Lo scultore chiude gli occhi ed immagina ciò che il suo blocco di marmo può diventare, mettendosi all’ascolto di tutte quelle altre componenti percettive descritte. In questo modo, quando darà forma alla sua opera, non penserà solamente a ciò che gli altri “vedranno”, ma a ciò che gli altri “sentiranno”. Allo stesso modo, le parole immaginate non sono parole ed immagini, ma una immaginazione delle parole.
Oggi, viviamo in un epoca in cui l’immagine sta lentamente offuscando la forza delle parole. Intere generazioni sono cresciute con la televisione e, il telefono ha sostituito la lettera. Il telefonino ha generato un linguaggio sintetico in cui le parole sono sostituite da piccole immagini. In gran parte della società occidentale, le immagini hanno così lentamente preso il sopravvento sulle parole scritte. …. La parola scritta ha invece la capacità di sollecitare un bagaglio immenso di immaginazione, tirando fuori da noi tutto quello che le nostre percezioni – non solo visive- hanno costruito dentro noi stessi nel tempo. Riguardano la dolcezza dei sussurri di chi ci ama, il calore delle mani di chi ci vuol bene, l’amore, il dolore, i ricordi, la paura, le emozioni.